Bunker di Utrecht, dalla guerra all’arte

di
Exbunker_utrecht_Fotor

Nel Wilhelminapark di Utrecht, l’imponenza quadrata di un bunker della Seconda Guerra Mondiale è memoria pesante. Vestito di tempo e ricordi bellici, oggi è stato riconvertito in spazio espositivo. E gli è stato dato il nome di EXbunker.

Ogni mese ospita mostre di arte, performance, installazioni e altre attività d’intrattenimento. Così che il simbolo di un conflitto disumano, diventi oggi un esempio di civiltà attraverso l’arte.

Realizzato nell’ala ovest del Wilhelminapark nel 1943, durante l’ultimo programma di costruzione di bunker nazisti, la struttura occupa una larga zona del parco della città di Utrecht.

Costruito in cemento armato, il bunker è a prova di bomba e poteva ospitare sino a sei persone. Le sue pareti sono tutte finite uniformemente, con l’eccezione del muro dell’ala ovest.

Questa parte è stato ricoperta da uno strato più grezzo di cemento, quasi squamato. Forse l’obiettivo era di renderlo meno visibile, tra le fronde dei molti alberi che ci sono nel Wilhelminapark.

L’accesso al bunker è possibile proprio grazie all’ala ovest ed è direttamente collegato alla strada. Dopo ricerche e misurazioni dettagliate, la struttura nel parco di Utrecht è stata catalogato del tipo 682. Si tratta di un modello molto raro – l’unico esemplare in Olanda.

Si pensa che l’edificio militare sia stato realizzato in una foggia originale perché considerato un Commando Bunker, ovvero uno di quelli di particolare importanza strategica e di grandi dimensioni.

Ancora oggi, nonostante siano passati molti anni dalla sua costruzione il bunker è completamente integro. Grazie a costruzione particolare e alla sua riconoscibilità, il bunker è stato aggiunto dal Comune di Utrecht all’elenco dei monumenti.

Ciò che ieri era simbolo bellico imposto da una stato straniero e invasore è oggi un luogo in cui il meglio dell’essere umano po’ manifestarsi attraverso le sue creazioni a memoria futura.

Per approfondire:
Wikipedia

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