Chiesa di Rotterdam, la Laurenskerk

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L'organo della Laurenskerk, Rotterdam © Andrea Lessona

L'organo della Laurenskerk, Rotterdam © Andrea Lessona

Ultimo baluardo medievale di Rotterdam, la Laurenskerk ruba il cielo grigio agli edifici moderni della città olandese. Il tardo gotico del suo lignaggio austero cade nell’ombra nella piazza davanti, disegnandosi sul porfido.

Reso omaggio alla statua di Erasmo, proprio vicino all’ingresso, entro in quella che una volta era una chiesa cattolica. Votata al protestantesimo dopo la Riforma, oggi è spesso teatro di manifestazioni ed eventi.

L’edificio è stato costruito tra 1449 e 1525 ma solo nel 1621 è stata aggiunta una guglia di legno per slanciare ancor di più la torre disegnata da Hendrick de Keyser, il famoso architetto e scultore olandese nato a Utrecht, rappresentante del primo barocco e tra i precursori del classicismo in Olanda.

A renderla tale sono state le pietre portate dalle persone di quel tempo: tributo ingombrante e pesante pagato per acquistare la cittadinanza. Ne servivano tremila a testa per ottenere quello che oggi garantisce la nascita in luogo.

Mentre cammino lungo la navata principale sento l’eco della storia rimbombare a ogni passo: una storia che è anche quella di Rotterdam sebbene gli olandesi non siano così devoti e frequentatori di quella che una volta era una Cattedrale.

Eppure la Laurenskerk, la chiesa di San Lorenzo in nederlandese, simboleggia le vicende della città cresciuta sulla Mosa. Periodi alternati d’opulenza e difficoltà come quello feroce durante la Seconda guerra mondiale quando si temeva la demolizione dell’edificio.

A Liberazione avvenuta e dopo continue dispute tra chi la voleva ricostruire da zero e tra chi la voleva restaurare preservandone foggia e patrimonio, si decise di ripararla sanandone le ferite. Così nel 1952 la regina Juliana posò la prima pietra di inizio lavori che terminarono nel 1968.

L’interno della Laurenskerk è spoglio, privo di decorazioni come vuole il credo protestante. Il pastello del pavimento è alternato qua e là da pietre tombali. Tra le pareti pesanti i vetri sfumati delle finestre smorzano la luce di fuori.

Il grande organo irradia note e luce grazie ai grandi lampadari che cadono dal soffitto alto. Proseguo il mio giro tra il silenzio e arrivo alla navata sinistra: un incavo nel muro è stato adibito a biblioteca. Teca di vetro proteggono antichi libri in latino e olandese.

Vorrei capire e saperne di più. Ma nella vecchia chiesa di Rotterdam non c’è nessuno: solo il silenzio della storia che l’attraversa.

Per approfondire:
Wikipedia

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