Olanda in bici e battello

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Olanda in bici e battello © Andrea Lessona

Olanda in bici e battello © Andrea Lessona

Dal ponte dell’Allure, carica di bici e passeggeri, vedo Amsterdam svanire all’orizzonte. L’ho lasciata nel primo pomeriggio, quando il capitano Tom ha mollato gli ormeggi: e il battello si è staccato dalla banchina 5 del Nautisch Quartier, vicino alla nave-museo Nemo di Renzo Piano, per scivolare sul Gran Canale verso il Mare del Nord.

Sono salito sull’imbarcazione per scoprire le infinite distese piatte che disegnano l’Olanda settentrionale: un viaggio di tre giorni attraverso le acque dolci a bordo della barca, e la terra ferma in sella a una bici. Così, dopo un’ora di navigazione serena, è il momento di calare la passerella e scendere su una delle numerose piste ciclabili.

Seguo Hugo, la guida del gruppo, e il vento che entra a Spaarndam: si ferma tra le case del villaggio turistico a ridosso della diga dove il fiume Spaarne fluisce nell’IJ. La chiusa a due porte, costruita nel 1285 dal Conte Floris V d’Olanda, è stata realizzata secondo il disegno di Leonardo da Vinci. Giusto un attimo per godere del sole che vernicia i tavolini dei caffè lungo il canale, ed è di nuovo tempo di pedalare.

Le piste ciclabili attraversano la regione: e noi a zigzagarle tra il verde dei prati, intervallati da qualche fattoria e da un solo timido mulino che presidia il cielo. Poi, dopo gli ultimi chilometri dei 12 previsti, scorgo la periferia di Haarlem, prossima e ultima tappa del primo giorno.

La città si distende lungo lo Spaarne che la disegna, attraversandola. La vedo sfilare nella sua fierezza di capoluogo della provincia dell’Olanda Settentrionale mentre pedalo a fianco del canale per trovare l’Allure. La barca ha già attraccato vicino al centro. Sottocoperta, Mike, lo chef di bordo, sta preparando la cena. Dopo mangiato è tempo di uscire dal battello ed entrare nella sera di Haarlem.

Pochi passi nel vento che sferza la città vecchia ed eccomi sulla Grote Mark. Nella piazza principale, sede dell’antico mercato, spicca la statua di Laurens Jaszoon (1370-1440), l’inventore della stampa sedici anni prima di Gutemberg. Almeno secondo gli olandesi.

Il piazzale è circondato da edifici maestosi: la Grote Kerk, chiesa del XIV secolo in stile tardogotico brabantino. Di fronte c’è il seicentesco Vleeshal, il vecchio mercato delle carni oggi centro artistico, chiamato De Hallen. Dal lato opposto si trova il Palazzo Municipale, iniziato a metà del XIII secolo e finito nel Seicento.

Il sonno notturno in una delle dieci cabine del battello mi regala una mattina opaca. Solo quando il gruppo inizia a percorrere nuove piste ciclabili verso Lisse, il sole inizia a brillare sui campi di papaveri. E’ il preludio allo spettacolo che dietro alla fontana zampillante si apre come petali di fiori a Keukenhof, il parco storico dei Paesi Bassi.

Il centro si adagia su 32 ettari di terreno e ospita tulipani, giacinti, narcisi e altre bulbose. Da oltre 60 anni è una delle mete olandesi più popolari e famose in tutto il mondo per la sua atmosfera bucolica. Trascorro due ore girando per i sentieri pedonali che avvolgono il parco per 15 chilometri. E, oltre ai fiori, ammiro il laghetto, il mulino, i padiglioni che fanno di questo posto un luogo unico.

Ancora una volta, la bici parcheggiata vicino all’entrata del centro reclama il suo tempo. Lunghi chilometri pedalati al fianco di immensi prati di tulipani, simbolo e fortuna di questa regione e dei Paesi Bassi. Poi il loro arcobaleno disteso sfuma lento nel verde brullo, e svanisce nel cemento di Leiden.

Attraverso il cuore della città sorta sul vecchio Reno per cercare di nuovo i 42,20 metri di lunghezza dell’Allure. L’imbarcazione è attraccata alla periferia della cittadina sede dell’università più antica dei Paesi Bassi, fondata nel 1575. Tutto ruota intorno alla cultura: come il progetto degli Anni Novanta, grazie a cui i muri delle case del centro storico sono “dipinti” con alcuni versi delle poesie più famose della storia.

Ma Leiden è importante anche per aver dato i natali a Rembrandt – fu qui che il Maestro produsse la sua prima opera – e per il forte legame con i fiori: infatti, 400 anni fa, proprio nell’Hortus Botanicus dell’ateneo, sbocciò il primo tulipano olandese.

L’ultimo giorno, dopo aver lasciato l’imbarcazione e pedalato qualche chilometro, ne incontro qualcuno sparso nel verde intorno a un mulino: altro simbolo dei Paesi Bassi. Oltre a spiegarmi il funzionamento e lo scopo della struttura per regolare il livello delle acque, il proprietario mi racconta che ormai dei 9000 esemplari di un tempo ne restano solo mille, preservati da volontari. Le tecniche moderne li hanno soppiantati.

Tornato sul ponte dell’Allure, mentre parte del gruppo prosegue verso Amsterdam in bici, ne vedo altri: si alzano qua e là sulle sponde legate da ponti levatoi d’acciaio. Sono loro che regolano il traffico del canale tra Leiden e la capitale nederlandese. Tappa finale del viaggio tra le infinite distese piatte che disegnano l’Olanda Settentrionale.

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