Scheveningen, sul mare d’Olanda

di
Scheveningen Olanda © Andrea Lessona

Scheveningen Olanda © Andrea Lessona

Cammino sul molo di Scheveningen, quattrocento metri dentro il Mare del Nord. Sfido il vento furioso che imbizzarrisce le onde e sembra voler portare via la struttura alla periferia de L’Aia.

Ad ogni passo l’orizzonte davanti a me diventa sempre più scuro. Navi di grande stazza lo sfregiano insieme ad ali bianche di gabbiani in volo. Quando arrivo alla fine del cemento, il cielo è vuoto. Resto lì, appoggiato al parapetto, rapito dalla solitudine fredda di una sottile linea di fuga blu.

Questo edificio particolare a quattro “isole” fu realizzato in legno nel 1900, ma nel 1943 prese fuoco. Solo nel 1961 venne ricostruito in calcestruzzo e riaperto ufficialmente. Si sviluppa su due piani, uno a cielo aperto, l’altro coperto, e ospita diversi negozi, ristoranti e anche un’area picnic.

E’ una delle attrattive principali di Scheveningen, il quartiere marittimo a sei chilometri dalla città olandese de L’Aia. Secondo gli studiosi, i primi insediamenti risalgono al XIII secolo e vennero realizzati da popolazioni anglosassoni o scandinave.

Ma è il 10 agosto del 1654 che il villaggio entrò nella Storia grazie alla “Battaglia di Scheveningen”, il cruento scontro combattuto tra le flotte britanniche e olandesi al largo delle sue coste. I pubblicisti dell’epoca raccontano di centinaia persone radunate sulla spiaggia per assistervi.

Nel 1663 venne aperta una strada che univa il centro marittimo a Den Haag (nome olandese de L’Aia), primo passo per farlo diventare una stazione termale per persone importanti e ricche.

Fu Jacob Pronk ad avere l’intuizione. L’uomo, proveniente da una famiglia di pescatori, realizzò nei primi dell’800 uno stabilimento balneare sulla spiaggia. Da lì in poi, lungo la costa sorsero numerosi edifici.

Li noto “avvicinarsi” mentre torno indietro sul molo. Non prima di aver scattato le foto alla torre della struttura, dove si può fare bungee jumping, e alla piattaforma che ospita il casinò e il ristorante.

Dal bagnasciuga deserto vedo alzarsi nel cielo grigio il Kurhaus, l’hotel costruito nel 1885 al cui interno si distendeva un salone unico per ospitare numerosi concerti: la sala Kurzaal. La prima a firmare il Libro d’Oro degli ospiti fu la principessa tredicenne Wilhelmina, nonna della regina Beatrice.

Poi seguirono altre celebrità: Hirohito, Harry Truman e Igor Strawinsky. Anche star come Dietrich, Piaff e Chevalier, e i Rolling Stones si fermarono qui per visitare la sala Concerti, diventata monumento nazionale. La Kurzaal attuale è una copia esatta dell’originale, abbattuta e ricostruita per i lavori di rinnovamento dell’albergo.

Lascio la passeggiata sul lungo mare dove sorge una serie impressionante di edifici turistici: centri commerciali, negozi di ogni tipo, ristoranti per ogni palato e tasca, che fanno di Scheveningen una delle località turistiche più rinomate dei Paesi Bassi.

Proseguo lungo la costa deserta: alti arbusti si piegano al vento forte che arriva dal mare, e disegna dune di sabbia. Penso al dipinto, visto stamane a Den Haag: il Panorama Mesdag, la pittura circolare più grande al mondo.

L’affresco regala una vista panoramica del vecchio villaggio di pescatori di Scheveningen, così come era nel 1881. Le dimensioni del quadro sono imponenti: 14 metri d’altezza e 120 metri di circonferenza, e copre 1680 metri.

Lo realizzò Hendrik Willem Mesdag, aiutato dalla moglie e da tre altri pittori. Nota a livello mondiale, l’opera è un’illusione ottica e alto esempio della scuola pittorica de L’Aia. Per un attimo la sovrappongo a ciò che di reale ho dinnanzi: l’odore della sabbia bagnata, il profumo del mare, il vento gelido. E rivivo la vecchia Scheveningen.

I commenti all'articolo "Scheveningen, sul mare d’Olanda"

Scrivi il tuo commento tramite

Loading Facebook Comments ...
Loading Disqus Comments ...